Se fossi Palaniuk mi sarei fatto internare da tempo: LA SFIDA

Ernest_Hemingway_Writing_at_Campsite_in_Kenya_-_NARA_-_192655Questo è un post che ho pubblicato tempo fa sul blog Caffè Letterario (www.bistrotapigalle.wordpress.com).

Lo rilancio sul mio blog perché mi è venuta l’idea di lanciarvi una sfida: scrivetemi che cosa fareste voi se foste il vostro scrittore preferito!

La sfida è negata a chi si confonde con gli usi del congiuntivo e del condizionale!! Continua a leggere

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Umiliati e offesi

????????????????????????????????????????????????????Il protagonista di questa storia vuole restare anonimo, non è ancora pronto a rivelare pienamente al mondo la sua particolare condizione. Soffre di una strana malattia, un po’ inquietante, un po’ esilarante. Ha costantemente l’impressione di vivere in una sit-com. Questo fatto è molto più stressante di quello che si possa pensare. Immaginate l’orribile sensazione di passare l’intera giornata su un palco, di fronte a un pubblico che scruta ogni tua mossa pronto a ridere di te. L’ansia del non avere un copione, ma sentire che se sbagli una battuta tutti se la prenderanno con te. Avere perennemente l’impressione che un mucchio di osservatori si spancino dal ridere per le tue sfighe. Più stai peggio, più ti succedono cose brutte e più questi ridono, ridono e ridono. Applaudono anche, a volte fischiano.

Il nostro protagonista vorrebbe potersi nascondere, avere un po’ di privacy, ma le telecamere sono ovunque. Sguardi che giudicano, occhi deridenti, sorrisi falsi. Passa gran parte del suo tempo a pensare cose intelligenti e divertenti da dire, arrossisce violentemente e si sente più umiliato del normale ogni volta che fa, o pensa di fare, una figuraccia, si atteggia anche quando sta sotto la doccia, impostando la voce per cantare come un professionista. Una volta è inciampato per strada e si è sentito malissimo, non parliamo poi di quando un piccione ha lasciato un ricordino dritto dritto sulla sua giacca… Sempre attento a come si veste, a come cammina, a come si siede, non si rilassa mai. Il pensiero di tutte quelle persone sedute dietro ai riflettori che ridono di lui, che si godono lo spettacolo della sua vita.

Questa sua vita non è particolarmente interessante o fuori dall’ordinario. Ha i suoi alti e i suoi bassi. Ma i momenti peggiori, in cui la malattia si aggrava è quando capita qualcosa di brutto. Quando è stato lasciato dalla fidanzata, quando è morta la nonna, quando è stato bocciato, quando è finito in ospedale. Nei momenti in cui è depresso ecco che li vede, tutti in fila a guardare e a divertirsi, a commentare il suo malessere. Applaudono e mangiano pop-corn. Sorseggiano bibite e scrocchiano patatine. Il grande spettacolo umano ha infine risorse.

Ha provato tante cure. L’alcolismo e le droghe leggere a volte funzionano, a volte peggiorano la sua condizione. Con le seconde almeno ride, con il primo gli viene più che altro mal di testa. Ha provato con uno specialista, ma, come già detto, non è pronto a parlare apertamente di se stesso e quindi la terapia non è stata efficace. Un altro specialista gli ha prescritto pillole inutili, un altro decotti ancora più inutili. Il problema è dentro di lui e deve risolverlo lui. Un pochino sta migliorando. Ha smesso di parlare con gli specialisti e ha cominciato a parlare con pochi amici fidati. Parlare senza sentirsi guardato e giudicato e deriso per ora è il metodo migliore che ha provato.

Forse non guarirà mai del tutto. Forse poi è normale per tutti sentirsi, a volte, marionette su un palco, vittime di un regista perverso che non vuole rivelare il gran finale della sua opera. Forse, in una società dove l’immagine ha tanta importanza è normale nascondere un po’ la propria essenza e mostrare quello che si crede gli altri vogliano vedere. Forse sono solo tanti viaggi mentali senza scopo e senza meta. Forse questa non è una vera storia, ma è la storia di tutti e di nessuno.

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RIP. This is over!

natale sexy Bon, sono sopravvissuta fino al 6 Gennaio, ormai il peggio dovrebbe essere passato… Fra cene, festeggiamenti, alcool, influenze, colite mi sono trovata a dubitare di un’uscita indenne da queste vacanze, ma eccomi qui, due chili in più e una sonnolenza letargica che mi impedisce di alzarmi dal letto. Sono un orso e sento la necessità di andare in letargo ora che ho accumulato grasso sufficiente. Un burp per tutti che voglio sottolineare che sono una lady, discendo dalla vecchia di Dawnton Abbey! Continua a leggere

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Se fossi invisibile non farei il supereroe ma il ladro

immOggi voglio darvi un consiglio cinematografico. Tendenzialmente non guardo molto cinema italiano contemporaneo, ma questa volta mi è capitato di andare all’anteprima de Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores con conferenza stampa assieme al regista e all’attore protagonista. Il film volevo vederlo anche se avevo molti timori non fosse un gran che. Devo dire che invece mi è piaciuto, è divertente e ha un bel ritmo. Continua a leggere

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London Life: Return

Funding_LondonSono tornata in Italia esattamente due mesi fa. Sono stata via 8 mesi. Non è tanto ma nemmeno poco. Quanto basta per notare quante cose cambiano e quante restano uguali in meno di un anno. Tristemente, ciò che non è cambiato è la situazione lavorativa italiana. I veri sconvolgimenti sono avvenuti nella quotidianeità dei miei amici. Continua a leggere

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Mi sono innamorata

neverwhereRitorno alla critica letteraria. Negli ultimi mesi ho passato un minimo di due ore al giorno in metropolitana, il lato positivo è che ho avuto tantissimo tempo per leggere. Il primo libro che ho comprato a Londra è stato Neverwhere di Neil Gaiman. Parlava delle stazioni della Tube e mi sembrava oltremodo appropriato. Inoltre avevo già letto in italiano Il Cimitero Senza lapidi e Altre Storie Nere e mi era piaciuto immensamente. Il mio giudizio finale e immutabile è: INDICIBILMENTE GENIALE! Credo che Gaiman, assieme a Murakami, sia uno dei migliori scrittori attualmente viventi, uno dei pochi che ancora possa vantare una fertile immaginazione e una prosa ammirevole e scorrevole. Continua a leggere

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2014 Odissea nella disoccupazione

im_desperateEccomi di nuovo qui! Sono tornata in patria da un mese e mezzo e già voglio fuggire un’altra volta! Ok, a Londra facevo la cameriera, vivevo in una stanza doppia in una casa con 8 persone e buona parte della mia vita sociale ruotava attorno al pub, ma almeno ero uscita dal tunnel delle offerte di lavoro, aggiornamenti del curriculum e cazziinculo… Adesso invece me  ne sto tutto il giorno davanti al computer a bestemmiare e fisso il cellulare nella vana speranza che qualcuno mi chiami per un colloquio! Continua a leggere

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