Sì, ha sofferto molto! Ma poi le abbiamo tagliato la testa, conficcato un paletto nel cuore e l’abbiamo arsa!

si-ha-sofferto-molto-ma-poi-le-abbiamo-tagliato-la-testa-conficcato-un-paletto-nel-cuore-e-labbiamo-arsaDopo aver scritto una tesi di laurea sui vampiri non volevo fare una recensione di qualcosa di correlato, poi ho pensato ‘sti cazzi, ho voglia di parlare del mio film preferito!’, anche perché ormai sta finendo l’anno del ventennale e un omaggio vorrei renderglielo.
Sto parlando di Bram Stoker’s Dracula di Francis Ford Coppola (1992), che è un capolavoro, non per nulla ha vinto tre Oscar. Del resto Coppola è un genio (e se non avete visto la sua filmografia o provvedete immediatamente o potete anche smettere di leggere..), inoltre il cast è da paura: Gary Oldman, Keanu Reeves, Winona Ryder e Anthony Hopkins, compare anche il mio amato Cary Elwes (per gli ignoranti: è quello di Robin Hood un uomo in calzamaglia e La storia fantastica, sapeva telo!). A titolo informativo per i più golosi sappiate che compaiono anche le tette della Bellucci durante la sua magistrale interpretazione di una delle puttane di Satana (magistrale perché non pronuncia battute, ma soffia come un gatto in modo molto attraente).
Questo film è la dimostrazione che un vampiro può essere innamorato anche se non assomiglia a un fotomodello gay e soprattutto anche se non brilla. Tra l’altro è proprio l’inserimento del tema amoroso a rendere la pellicola molto più bella e interessante del romanzo originale, al quale resta comunque sostanzialmente molto fedele. Il Dracula del vecchio Bram è un mostro cattivo. Punto. Non si sa altro di lui. Il suo punto di vista non è contemplato nonostante tutti gli altri personaggi abbiano voce.
Il Dracula del caro Francis, invece, era un uomo violento e sanguinario, ma devoto alla moglie Elizabeth e alla Chiesa. Quando la moglie muore suicida e i preti si rifiutano di darle degna sepoltura, il Conte, rendendosi conto dell’ipocrisia di una religione per la quale ha sgozzato e impalato migliaia di uomini ma che rifiuta di accettare in Paradiso la sua amata, si consacra l Maligno. Il sangue è la fonte della sua immortalità e dei suoi poteri, ma è eternamente condannato alle tenebre e a non poter separarsi dalla terra natia.
bram-stoker-dracula_h_partbQuesto Dracula ha mille sfaccettature caratteriali e diversi aspetti esteriori. Quando è il solitario signore che vive nel castello in cima alle montagne transilvane è un vecchio inquietante, coi capelli a forma di culo e la necessità di una manicure. Si rende conto della propria decadenza, per questo decide di trasferirsi a Londra, ma gode anche del proprio potere e ama il suo Paese, popolato da tantissime amabili creature notturne. Una corsetta coi lupi, del resto, non la si nega a nessuno.. Ah, the children of the night!
A Londra vediamo Dracula anche nel suo aspetto mostruoso e animalesco, simile a un uomo lupo quando seduce la redhead Lucy. Una scena di una bellezza e di una sensualità incredibile, quando Mina vede l’amica scappare in giardino di notte dove viene posseduta da questo essere. Veli rossi mossi dal vento e gli occhi supplicanti di lui che fissano Mina e le chiedono di non vedere.sex
Si, perché anche se Mina è affascinata dall’aspetto mostruoso, quello che la conquisterà sarà invece l’aspetto del bel principe valacco. Sapiente conquistatore, che l’avvicina con la scusa di voler avere delle indicazioni stradali e poi la porta a sbronzarsi di assenzio. Altro che vampirotti adolescenti che mostrano il pettorale ed è fatta, questo sì che è un uomo! Inoltre Dracula vuole Mina perché è la reincarnazione di Elizabeth, identica esteriormente e in grado di sentire il legame che la unisce al vampiro, nonostante sia innamorata di Jonathan Harker.
A questo punto entra in scena Anthony Hopkins, il miglior Van Helsing della storia del cinema, che costringe il povero Dracula alla fuga, perché comunque, anche in questa trasposizione come nel libro, il Male deve essere sconfitto. L’amore che ha attraversato i secoli, che ha reso il Conte vampiro e lo ha spinto a vivere in eterno, è anche ciò che gli permette di liberarsi dalla propria maledizione e di morire in pace.
La maggior parte delle storie di vampiri che vanno di moda oggi si basano sull’amore in quanto principio motore di ogni fare dei protagonisti. Non c’è nulla di male in questo se non fosse che spesso, per giustificare la possibilità di innamorarsi di un vampiro, molti autori sentano la necessità di umanizzare, a mio avviso eccessivamente, il mostro. Il vampiro non è più la figura che permette di affrontare il lato oscuro dell’umanità e la paura dell’ignoto che la morte ci prospetta, ma è spesso l’immagine di un’umanità idealizzata, di una scappatoia all’invecchiare e al morire. Un modo per essere eternamente forti, sani, giovani e in più possedere poteri spettacolari. Il vampiro è un supereroe che mangia orsi e cerbiatti, ma per me è anche il lato malvagio e animalesco dell’uomo, che ci terrorizza e ci affascina allo stesso tempo e che continuerà a farlo in eterno.

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Gioco coi significati del mondo per passione... e magari anche per professione!
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9 risposte a Sì, ha sofferto molto! Ma poi le abbiamo tagliato la testa, conficcato un paletto nel cuore e l’abbiamo arsa!

  1. rosamaranto ha detto:

    Bellissimo! Non amo affatto questi vampirotti bellocci e fissati col sesso di oggi, e non comprendo il motivo per cui debbano passare parte della loro eternità al liceo, che è già brutto una volta, figuriamoci riproporre l’esperienza continuamente come un trauma non risolto.
    Amo i Vampiri, quelli con la V maiuscola, e il loro lato mostruoso e disumano. Ma sono fermamente convinta che la componente umana sia necessaria a noi per avvicinarci più agevolmente al concetto e comprenderlo. Vlad è sempre fico, ma i miei preferiti sono i vampiri di Anne Rice, al di là dei ‘superpoteri’ e della repulsione di alcuni nei confronti dell’omicidio.

    • pirovane ha detto:

      Ciao Rosamaranto! Sono d’accordo con te, ovviamente! Amo Le Cronache dei Vampiri di Anne Rice e, nonostante l’evoluzione religiosa di Lestat, rimane il mio vampiro preferito!!

      • rosamaranto ha detto:

        Sono più legata agli Antichi, anche se Lestat a tratti mi sta simpatico. Sono più granitici, più legati alle loro convinzioni ed è difficile che attuino un cambiamento qualsiasi se non a livello adattivo. Io odio i cambiamenti. Quindi I love Ancient Vampires ❤

  2. blanca mackenzie ha detto:

    Adoro quel film e la scena dell’assenzio era così sensualeeee!!! 🙂

  3. Silvio ha detto:

    ok, è arrivato il momento che tu cominci a fare concorrenza ai vari scrittori/scenengiatori vampireschi e scriva un film tutto tuo, sei pronta!

  4. Giuseppe ha detto:

    Tutte cazzate da romanticismo inglese che lo ricordo, non era pulsione del cuore e sentimento, ma un movimento culturale basato sul gusto per il macabro e per l’horror. Un atteggiamento connaturato al mondo anglofono e ai periodi di decadenza come si riscontra anche oggi in molti romanzi e telefilm americani che ci guastano l’appetito proprio a ora di cena tipicamente su Italia

    • vanessamedea ha detto:

      Non sono sicura di avere capito a cosa ti riferisci, comunque il film di Coppola non parla della decadenza dell’Ottocento che, al contrario, era visto come un momento di progresso e sviluppo. E nemmeno l’anno di uscita del film era un periodo di decadenza o crisi.
      A me molti film, telefilm e romanzi anglofoni piacciono, ma è legittimo che a te tolgano l’appetito trovandoli macabri, io però non farei di tutta un’erba un fascio. Comunque buona epifania 🙂

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