Questa miniserie va vista. Punto.

questa-miniserie-va-vista-puntoOgni tanto, lasciandosi trasportare da un link all’altro, in internet si scoprono piacevoli sorprese. Ieri, mentre mi riprendevo dai festeggiamenti per il nuovo anno, ho letto di una nuova miniserie di quattro episodi dal titolo A Young Doctor’s Notebook. Da amante di Nabokov non ho resistito e me la sono immediatamente guardata con ingordigia e le stelline negli occhi.

In tre secondi ci si rende conto che la fotografia è bellissima e la regia geniale. A metà del primo episodio non si può rimanere indifferenti per la bravura dei due attori protagonisti, Jon Hamm e Daniel Radcliffe. È commedia, dramma e a tratti splatter. Senza spoilerare troppo segnalo una divertente e insieme raccapricciante scena in cui Harry Potter passa mezzo episodio a segare una gamba a una bambina. Giuro che fa ridere, piangere e nauseare contemporaneamente, ma nel contesto è una scena che ha senso, non è violenza gratuita.

La genialità della regia sta nella rappresentazione del dialogo con se stesso nel momento in cui si è uomini adulti e si ripensa a quando eravamo ragazzini appena precipitati nel mondo. Inizialmente l’uomo adulto sembra rimproverare il sé giovane solo per la ridicolezza della sua ingenuità e inesperienza. Poi ci rendiamo conto che non si tratta di un semplice rimprovero, ma di un modo per rinnegare il momento esatto in cui questa stessa ingenuità ha dato inizio alla rovina che ha portato l’adulto sul fondo dell’abisso. L’adulto, man mano sempre più decadente, anticipa quelli che saranno i comportamenti del ragazzo e tenta di impedirgli di commettere l’irreparabile. Ma il passato è passato e il giovane con la sua testardaggine vince.

Capita a tutti di pensare a quali consigli avremmo voluto dare al nostro io passato per impedirgli di commettere errori o di agire meglio. In questa serie il dialogo col sé di un tempo è rappresentato ponendo l’io futuro nel passato, come fosse un amico invisibile con cui il protagonista parla e si confronta. Ma la realtà è che mentre viviamo siamo soli e quando compiamo una scelta non possiamo tornare indietro. Per questo l’io futuro nemmeno nel dialogo immaginato può cambiare ciò che è stato. Non ci resta che assistere impotenti al corso della storia che le nostre decisioni innescano.

Lo sfondo di tanta desolazione è perfetto: un ospedale sperduto nel nulla, circondato solo da neve, in una inospitale regione della Russia del 1917. Solitudine, freddo, l’ignoranza della gente. Esilarante per l’ironia con cui ciò è rappresentato, ma anche devastante, è l’incipit della follia umana, la quale, una volta insinuatasi nella mente, nulla può più estirparla.

La fiera dei personaggi grotteschi che compaiono in questa serie è il tocco di classe che ci mostra la tragicomica ironia della commedia umana. Forse detto così sembra che vi aspetti una visione pesante, in realtà il ritmo della narrazione è veloce. È impossibile annoiarsi e, anche se il sorriso è spesso triste, questa serie fa davvero ridere. Non è facile trovare prodotti fatti così bene in televisione, quindi guardatevelo!!!

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Gioco coi significati del mondo per passione... e magari anche per professione!
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