Papà Dracula, raccontaci una storia! Anche due storie!

hotel transilvaniaPer passare in allegria la domenica sera ho guardato Hotel Transylvania. Prodotto dal sempre geniale Adam Sandler (doppiatore di Dracula nel film) e con un divertentissimo uomo lupo doppiato dal mio adorato Steve Buscemi. In Italia è uscito al cinema a inizio novembre e Dracula è doppiato da Claudio Bisio.

Sono morta dal ridere! Ci sono davvero esilaranti colpi di genio. La trama è scontata, da cartone animato qualunque, ma le gag sono davvero originali. Ovviamente amo la coppia di Gremlins, il piedone del Big Foot e la mummia cicciona, ma anche la tenerezza di papà Dracula che racconta le storie dell’orrore sui cattivissimi umani alla figlia e lo stressaterrimo lupo circondato dalla cucciolata di lupetti monelli sono bellissimi. A parte l’errore per cui la Creatura viene chiamata Frankenstine (che per la cara Shelley sarebbe il nome dello scienziato) l’idea di farlo smontabile e rimontabile mi è piaciuta. Questo film lo consiglio, a prescindere dall’età, perché sono convinta che faccia bene guardarsi dei cartoni animati ogni tanto, sviluppano l’intelligenza, il senso dell’ironia e nello stesso tempo rilassano la mente divertendola.

Il film mi ha dato lo spunto per confermare una parte dell’analisi sui racconti di vampiri che ho fatto nella mia tesi di laurea. I mostri offrono un ottimo spunto per parlare della paura per ciò che è diverso da noi, che non capiamo e quindi temiamo, e della conseguente discriminazione verso l’Altro. Spesso, in modo più o meno esplicito, più o meno trasversalmente, le storie di vampiri raccontano anche delle dinamiche di inclusione ed esclusione dalla società. L’immagine di sé che bisogna dare pubblicamente per poter essere accettati fra gli altri sembra essere diventata troppo importante. Tanto che spesso questi testi denunciano il malessere provocato dal non poter essere pienamente se stessi o dal non sentirsi al proprio posto nel mondo. È giusto che ci siano regole che permettano la pacifica convivenza civile, ma il più delle volte incontriamo un’esaltazione del bisogno di esprimere il proprio essere. L’accettazione nel gruppo, l’espressione del sé, il trovare il proprio posto del mondo sono temi molto importanti nella fase adolescenziale della vita e anche per questo motivo le storie di vampiri incontrano grande successo fra il giovane pubblico.

In Hotel Transylvania uno degli aspetti principali della trama riguarda proprio l’autoisolamento che i mostri operano rispetto agli umani. Si crea un parallelismo fra i due termini della relazione mostri vs. umani, per cui i primi raccontano storie dell’orrore ribaltate, dove l’uomo è il cattivo che vuole mangiare le dita dei vampiri e lanciare loro in faccia pane all’aglio, che vuole appiccare fuoco ai poveri mostri. Questi ultimi, per proteggersi, si nascondono agli occhi del mondo, vivono nell’ombra. Ci sono anche i poveri zombie, così stupidi che sono discriminati e maltrattati dagli altri mostri (esprimo solidarietà e affetto per i cuoriciosi zombie). Ovviamente l’ottimismo dei cartoni animati prevale e, quando un umano per caso si ritrova nell’Hotel Transilvania, violando il rifugio dei mostri separato dall’umanità, e ZING, la figlia di Dracula s’innamora di lui, le creature dell’orrore sono costrette a uscire allo scoperto. La buona notizia è che il mondo adesso adora i mostri e sono tutti contentissimi di aiutarli e conoscerli dal vivo. Questo inoltre prova  il fatto che ormai consideriamo talmente note e famigliari le storie dell’orrore che i personaggi che le popolano hanno perso per noi lo status di esseri misteriosi e spaventosi e ci sentiamo pronti ad accoglierli fra noi. È però chiaro che non si può rispondere positivamente alla domanda di Dracula: “Puoi giurarmi che TUTTI QUANTI sono pronti ad accettarci?”

La morale del film ci dice di non avere paura del diverso, il bello di esso è che lo dice in modo sagace e divertente. Buona visione, freaks!!!!

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Informazioni su vanessamedea

Gioco coi significati del mondo per passione... e magari anche per professione!
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7 risposte a Papà Dracula, raccontaci una storia! Anche due storie!

  1. vanessamedea ha detto:

    Chi indovina la citazione del titolo del post avrà una menzione speciale nel prossimo articolo! 🙂

  2. giulia ha detto:

    Mitico papà castoro, questo cartone sarei voluta andare a vederlo anche io.

  3. newwhitebear ha detto:

    Ben descritto è questo cartoon e merita di essere visto.
    Un caro saluto

  4. maga ha detto:

    Vero, non è un cartone chissà che, però da vedere è davvero carino e molto tenero. E propone riflessioni che raramente nei cartoni vengono inserite, parlando di diversità, di coraggio, di solitudine, di diversità. 🙂

    • vanessamedea ha detto:

      Già, però secondo me la maggior parte dei cartoni propone temi sui quali vale la pena riflettere, anche perché c’è una secolare tendenza a inserire una morale o comunque un qualche insegnamento nei prodotti destinati principalmente ai bambini. Per questo motivo ritengo anche che un genitore debba guardare assieme ai figli film, cartoni e televisione così da aiutarlo a selezionare gli insegnamenti importanti e a osservare con occhio critico gli altri. Per esempio potrei anche accettare che un’eventuale mia figlia guardi le Winx, ma farei di tutto per farle capire che l’aspetto esteriore, minigonne e tacchi non fanno la felicità di una ragazza.. Chiaramente l’argomento è più vasto e complesso di così, comunque sono d’accordo sul fatto che Hotel Transylvania proponga dei temi interessanti! 🙂

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