Let the right one in, if you dare

lasciami-entrareScusate la lunga assenza, sono tornata! E per il nuovo post voglio rimanere in tema di vampiri che non brillano e non fanno sesso distruggendo cuscini. Spesso mi viene chiesto consiglio su quale libro sui vampiri consiglio di leggere, addirittura mio padre ha voluto che gliene prestassi uno. Ora, alla nipote adolescente ho regalato la quadrilogia di Twilight e amen, voleva quella. Ma per il papà, così come per tutti gli amici che prospettano letture qualitativamente superiori, non ho dubbi: leggetevi Lasciami Entrare dello svedese John Ajvide Linqvist.

Per i non lettori segnalo che ne sono stati tratti due film: il primo è svedese, si intitola Lasciami Entrare (Tomas Alfredson, 2008), il secondo è il remake americano Blood Story (Let me in) di Matt Reeves (2010). Non sono affatto male, censurati rispetto al libro, ma belle pellicole. Ovviamente la lettura è infinitamente meglio.

Il romanzo è ricco di personaggi meravigliosamente descritti grazie a continui cambi di punto di vista. Il protagonista è il dodicenne Oskar, ragazzetto cicciottello, continuamente preso di mira dai bulli della scuola. Immagina di vendicarsi violentemente contro di loro, ma nella realtà subisce e basta. Finché un giorno arrivano i nuovi vicini, Håkan ed Eli. Eli non è umana, non è una bambina e non è un’adulta, non è maschio e non è femmina. “Non sono niente” dice lei. Eli è un vampiro. Insegna a Oskar che, in un mondo di predatori, se vuoi sopravvivere devi smettere di essere preda e diventare a tua volta predatore. Eli vuole vivere, per farlo deve uccidere, quindi uccide. Di fronte a un’umanità eticamente non certo migliore, Oskar impara a capire e ad accettare il vampiro per quello che è.

Violenza, pedofilia, alcolismo, bullismo. Lindqvist descrive in modo crudo ogni terribile sfaccettatura della vita umana. E in mezzo a un’umanità così mostruosa il vampiro non sente la necessità di farsi umano. Esattamente come gli umani, sopravvive e basta. Non è una questione morale.

Eli non è un mostro affascinante, che ammalia le vittime, che attira sguardi ammirati. Ha l’aspetto di una bambina. Dimentica di lavarsi e puzza di cadavere. È agile, intelligente, apparentemente innocente. È un angelo dell’inferno. E, come un angelo, scende dal cielo per proteggere Oskar. L’affetto tra i due nasce dal fatto che sono anime simili, accomunate dal desiderio di vivere e da un istinto violento. Agli occhi l’uno dell’altro Eli non è un mostro e Oskar non è uno stupido maiale. Insieme sono migliori perché vedono il meglio  dell’altro e vi si riflettono. Insieme sono forti. L’importante è fare entrare quello giusto, in casa, nella propria vita, nel proprio cuore.

La polifonia e la struttura del romanzo arricchiscono di particolari il racconto, che ha un ritmo particolare e incalzante. Il lettore ha bisogno di tempo per mettere insieme i pezzi del puzzle. Eli ama i rompicapi e, con la stessa soddisfazione che prova lei risolvendo il cubo di Rubik, anche noi arriviamo alla fine del libro soddisfatti per la bella lettura, ma con quella sensazione di vuoto, un po’ triste, che si prova quando terminiamo un racconto che ci ha coinvolti.

Per questo vi segnalo che nella raccolta di storie brevi Muri di carta nel racconto Lasciamo morire i vecchi sogni, Oskar ed Eli fanno una piccola ricomparsa…letrightonein_lasciami_entrare

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Gioco coi significati del mondo per passione... e magari anche per professione!
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2 risposte a Let the right one in, if you dare

  1. newwhitebear ha detto:

    Bella recensione su un genere che non amo particolarmente ma questo non importa. Quello che hai scritto invoglia a leggere il romanzo.

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