Oh well, whatever, nevermind

c-era-una-volta-l-amore-ma-ho-dovuto-ammazzarlo“Tu mi ricordi una poesia che non riesco a ricordare, una canzone che non è mai esistita e un posto in cui non devo essere mai stato”

È giunto il giorno di parlare di uno dei miei libri preferiti,  uno di quelli che ha rapito il mio cuore adolescente e nessuno ha mai pagato il riscatto. In pochi lo conoscono, tra questi ci sono i miei amici del liceo che ho costretto a divorare questo libro. C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo, del geniale, meraviglioso, sexy e spregiudicato scrittore colombiano Efraim Medina Reyes, è un romanzo caotico, incazzato, sboccato e meravigliosamente grunge e punk.

Il sottotitolo dice: “Musica dei Sex Pistols e dei Nirvana”, in altre parole non potevo non comprarlo quando avevo 15 anni, ma posso assicurare che chiunque ha (o ha avuto) la passione per il genere amerà moltissimo questo libro. La scrittura di Reyes è scorrevole come un flusso di pensieri, ma è anche piena di rabbia, dolore, passione, amore. Amore che finisce con una carota lasciata marcire in fondo al frigorifero. Passione letale, devastante, indimenticabile come quella fra Sid Vicious e Nancy. Disagio interiore come quello di Kurt Cobain, che nella fantasia dello scrittore si allena suonando una chitarra invisibile che suona soltanto per lui, insegnando a noi il valore del silenzio.

Rep, il protagonista, non è un eiaculatore precoce e non gli puzza il fiato, è brufoloso, si distingue nel bere, è eterosessuale e ha un’intelligenza feroce, ha il cuore acuminato come le schegge di un’esplosione e nella sua camera dipinta di nero ha appeso i poster di Teo Monk, Socrate e Morrison. Così si presenta e così l’ho amato sin dalla prima pagina. Rep vuole dimenticare l’amore della sua vita, che lo ha lasciato e lui non trova pace. Vuole scrivere un film. Vuole liberarsi della sua vita nella Città Immobile, bombardata e inospitale, che non ha nulla del fascino fantastico dell’America Latina di Marquez, ma sa che è il suo ambiente e non smetterà mai di fare la spola fra Bogotà e Cartagena.

Musica e film sono la via di fuga, il pacco è che prima o poi finiscono e si deve tornare alla realtà. Ma il bisogno di dimenticare è forte e disperato. Si sopravvive a ogni disagio, ma il male d’amore non si dimentica. Solo un incantesimo con una carota potrà lasciare un pezzo di ghiaccio nero nella mente di Rep, al posto del ricordo di una certa ragazza. Certo, è un delitto, ma era necessario. Rep non ha mezze misure e non ha limiti, vive amori, passioni, amicizie, sogni e rimpianti mettendo se stesso in prima linea e investendo tutto quanto come un toro rabbioso, ma sempre accompagnato da una impareggiabile colonna sonora.

Se anche voi lo amerete quanto me non perdetevi nemmeno La Sessualità della Pantera Rosa e Tecniche di Masturbazione fra Batman e Robin, tutti editi da Feltrinelli.

“Per vedere le mie cicatrici e ascoltare il mio cuore bisogna pagare il biglietto, nulla di tutto questo è fasullo”

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Gioco coi significati del mondo per passione... e magari anche per professione!
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Una risposta a Oh well, whatever, nevermind

  1. vanessamedea ha detto:

    La colonna sonora del post!

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