L’arte del Pub Crawl

the-worlds-endIo amo lo humor inglese, soprattuto quando è nero, cattivo e anche un po’ fuori luogo. Chiaro che quando la pubblicità su un autobus di Bristol mi annuncia l’uscita del nuovo film di Edgar Wright con Simon Pegg mi sono fatta in quattro per vederlo! The World’s End mi ha fatto spanciare dall’inizio alla fine! Solo dei britannici potevano basare la trama di una pellicola sul pub crawl (per gli ignoranti, in quanto coloro che ignorano fatti fondamentali per l’esistenza, quali il pub crawl: quest’ultimo è l’usanza di passare la serata passando di pub in pub bevendo birra e cicchetti in ognuno finché non strisci sui gomiti vomitandoti sui vestiti e l’ultimo barman ti scaccia a forza di calci nel c**o, it’s a honorable british tradition…)

Andiamo con ordine: Wright, il regista, è quello di Shaun of the Dead (il terribile titolo italiano è L’Alba dei Morti Dementi: spettacolare film di zombie -sì, sono riuscita a citarli anche questa volta!!-), Hot Fuzz (guardatelo!) e soprattutto il capolavoro Scott Pilgrim vs. the World (se ancora non lo avete visto andate a documentarvi, capre!). Dovrebbe bastare questo per capire che The World’s End è da vedere. Punto. Inoltre Simon Pegg, attore fenomenale, protagonista dei primi due film citati nonché lo Scotty degli Star Trek di J.J. Abrams e Burke di Burke and Hare (altra commedia inglese da vedere!) spacca di brutto (espressione tecnica utilizzata nei Cahiers du Cinéma per indicare un artista dalle sopraffine doti attoriali in grado di coinvolgere il pubblico nonostante la barriera dello schermo cinematografico). Fra gli altri protagonisti vi cito Martin Freeman (Bilbo de Lo Hobbit, ma soprattutto Watson nella serie Sherlock) e il cameo di Pierce Brosnan.

Io consiglio la visione in inglese perché ci sono battute a raffica, soprattutto giochi di parole, ma capisco che per alcuni possa essere difficoltoso. Vale comunque la pena imparare l’inglese, se non per voi stessi, almeno per potersi godere il cinema anglosassone! La storia parte da un gruppo di ragazzini che vogliono compiere l’impresa di arrivare alla fine della Golden Mile: un miglio di strada da percorrere fermandosi a bere in ognuno dei 12 pub del paese. Falliscono miseramente (noob!). Da grandi diventano tutti professionisti seri con moglie e figli a carico, tranne uno, Gary, il nostro eroe, salvatore dell’umanità, lui diventa un alcolizzato ossessionato dall’idea di finire quella maledetta Golden Mile. Un nobile scopo di vita. Mosso da questo eroico intento convince gli amici di un tempo a tornare nell’ameno inutile e noioso paesino natale per riparare il fallimento passato. A un certo punto del pub crawl gli amici scoprono che gli abitanti della cittadina sono stati sostituiti da robot alieni. Sono troppo ubriachi per guidare e Gary propone di fare finta di non sapere e continuare col giro dei locali nella speranza che così i robot non capiscano che loro sanno. Nessuno ha un’idea migliore quindi si continua “to the bitter end… or the lager end…”

Non continuo per non spoilerare il resto, ma sappiate che la tenacia dell’ubriacone pub crawler è ammirevole. Se gli eroi di tutti i fantasy e i film di avventura fossero così potremmo risparmiarci ore di momenti drammatici dove il buono lotta contro i propri sensi di colpa, ripensamenti e dubbi. Gary non esita mai. Almeno una birra in tutti i 12 pub. Non c’è fine del mondo che tenga di fronte all’unico cruciale obiettivo di raggiungere The World’s End (il dodicesimo pub: Shakespeare avrebbe potuto scrivere una commedia su questa storia!)

The-Worlds-End-posterIo il mio lavoro l’ho fatto, vi ho detto quale film non scontato e per nulla banale spararvi una di queste sere e nel mentre vi ho suggerito un mucchio di altre pellicole, ora tocca a voi seguire i miei consigli. Regola generale: gli attori britannici sono bravi, tutti, non si può sbagliare. Hanno però uno stile di recitazione un po’ sopra le righe rispetto a quello cui siamo abituati e, appunto, un umorismo tutto particolare. Se, contrariamente a me, non sopportate questo modo di fare cinema, avete letto questo articolo per niente, ma se anche voi amate la regia alla Guy Ritchie, la recitazione alla Doctor Who o Sherlock e la commedia inglese più in generale allora fidatevi, siete incappati nel post giusto!

Annunci

Informazioni su vanessamedea

Gioco coi significati del mondo per passione... e magari anche per professione!
Questa voce è stata pubblicata in Recensione film. Contrassegna il permalink.

4 risposte a L’arte del Pub Crawl

  1. Martina Fraccaroli ha detto:

    Vedo di procurarmelo subitonau. Ma iil mio inglese necessita almeno dei sottotitoli inglesi…

  2. newwhitebear ha detto:

    Sono una capra, anzi un caprone, visto il genere maschile. Non vedo film, il mio inglese da ascoltatore è pessimo (da lettore è decisamente migliore) quindi quelli in lingua fatico a seguirli (i sottotitoli mi tolgono concentrazione sul visivo) per non dire serenamente: vedo le figure. Più o meno quello che facevo a cinque anni quando leggevo il corrierino dei piccoli (mitico giornlino per ragazzi).
    In compenso ho imparato qualcosa di nuovo che mi mancava pub crawl. Non so il perché ma immaginavo una bella corsa in piscina a stile libero.
    Un abbraccio

    O.T. per Caffè Letterario ti posso mettere in lista per il 27 ottobre?

    • vanessamedea ha detto:

      Tra poco esce in Italia, potrebbe comunque essere divertente.. 😉
      Sottotitoli e ascolto in inglese sono questione di abitudine, ma, come ho scritto, capisco la difficoltà. Le prime volte era il mio ex ragazzo, ormai 7-8 anni fa, che mi costringeva a guardare film e serie solo in lingua originale e mi lamentavo che non capivo, facevo fatica, eccetera, ma ora ho un ottimo livello di inglese da vantare sul curriculum solo grazie a lui (certamente non grazie alla scuola..)!
      Il pub crawl è in uso anche in Italia (a Milano e Roma mi pare avessero anche dovuto mettere dei divieti perché la gente sbronza si lanciava nei navigli o nel Tevere…), ma in Inghilterra fa parte delle tipicità del luogo da fare assolutamente! Anche se alcuni pub vietano l’ingresso ai pub crawler perché le masse di ubriaconi è noto siano moleste.. 🙂
      ll 27 va bene, comunque ci sentiamo, anzi leggiamo, fra due giorni! Baci

      • newwhitebear ha detto:

        Il mio inglese è buono per leggere e scrivere, ma per ascoltare è pessimo (non troppo). Nei convegni preferivo ascoltare in inglese piuttosto che sentire la traduzione simultanea, perché avevo degli sfasamenti, nel senso che ascoltavo entrambi e mi perdevo.
        D’accordo per il 27 e ti leggerò sicuramente tra due giorni.
        Baci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...