London life 2: the pubs and the people

violetteSopravvissuta alla mia prima terrificante settimana a Londra, ancora malaticcia e piena di muco, mi accingo a cominciare la seconda settimana. Il lavoro sembra andare bene anche se il capo è un pazzo scatenato che cambia umore ogni tre secondi. Un attimo prima: “Hi darling, how are you? You’re doing good!” e un attimo dopo: “AAAAAAAAHH this is wrong, are you stupid? Yalla yalla!!”

Normale amministrazione, mi faccio scivolare via i suoi strippi senza preoccuparmi, ho un contratto, un lavoro, una casa, molto più di quello che avevo fino a una settimana prima in Italia… Quello che manca ora sono gli amici.

Qui inizia il capitolo “La prima delle mie numerose sere al pub”. C’è una ragazza che avevo conosciuto a Bologna che vive a Londra da anni, le chiedo se vuole prendere un caffè o una birra assieme e così decidiamo di vederci quando ho il giorno libero. Questa stessa fantastica anima pia mi ha installato la tastiera italiana ed è per questo che ora posso usare gli accenti; la grammar nazi che è in me piange di gioia!

squirrelQuella mattina decido di entrare in modalità Turista per Caso, mi armo di vestiti comodi e scarpe da ginnastica e prendo la Central Line fino a Marble Arch. Da lì attraverso a piedi tutto Hyde Park. Meraviglioso! E come una principessa Disney mi ritrovo addirittura a parlare con gli scoiattoli… Si vede che la solitudine non fa bene…

camdenDa Notting Hill decido di esplorare il quartiere e poi cammino avanti e indietro per tutta Portobello Road. Per fortuna non ho ancora ricevuto il primo stipendio e quindi non spendo nulla, ma la tentazione è lacerante. Verso ora di pranzo decido di prendere la metro verso Camden Town, ne ho sentito tanto parlare ma non ci sono mai stata. Quando arrivo rimango a bocca aperta: è il luogo che durante la mia adolescenza avrei chiamato “Il Paradiso”. Interi negozi di abiti dark, steampunk, metal, rock, alternative, grunge… Voglio piangere dall’emozione! Mangio un gigapiatto di spaghetti thai in salsa agrodolce superpiccante comprati a soli 3 pound in uno dei mille banchetti lungo Camden Lock. Piena e soddisfatta mi aggiro per ore tra le bancarelle, desiderando centomila vestiti che non posso permettermi e sognando di tingermi di nuovo i capelli di rosa e azzurro o altri strani colori come quando avevo 16 anni.

Giunge l’ora di incontrare la mia amica. La raggiungo con il bus vicino a casa sua. Prima di decidere dove andare ci fermiamo in una pizzeria italiana a bere caffè col Baileys. Ci sta. Lei pensa di farmi fare un giro lungo il canale ma dopo due metri ci perdiamo, quindi fanculo il turismo, andiamo al pub! Lungo la via mi indica dove sta la casa di Jonny Depp, ma di lui non c’è ovviamente traccia.. sigh sigh..

Giunte al White Lion ordino una Guinness e perdo brutalmente a biliardo contro la mia amica, che dopo anni di pub non ha potuto non migliorare la sua tecnica, mentre per me la mia unica arma per vincere è sempre stata distrarre l’avversario indugiando con la scollatura sul tavolo da biliardo. Questo espediente qui non funziona, sono tutti troppo concentrati sul gioco e si lasciano distrarre dal mio culo più che dalle tette solo quando non è il loro turno. Maledetti freddi inglesi!

pubGli amici che mi presenta sono tutti simpatici e affabili con me e mi sento a mio agio. Sono tutti inglesi ma mi sento soddisfatta perché riesco a comunicare perfettamente con loro! Grazie ad anni di serie televisive in lingua originale ho raggiunto il livello advanced! Happy! Sono tutti molto impressionati dal fatto che una ragazza italiana beva Guinness e in quantità industriali. A fine serata, quando mi riaccompagnano alla fermata dellàUnderground, senza aver speso nemmeno un centesimo sono a quota nove Guinness ma perfettamente sobria. Ho ottenuto il rispetto del gruppo. Ne ho perso un poco perché a biliardo faccio proprio schifo ma si stanno impegnando ad insegnarmi… Da quella sera a oggi vado al pub dalle 3 alle 5 volte a settimana. Sono stata risucchiata nel tunnel della birra e non c’è via d’uscita. Peccato che il White Lion sia misteriosamente andato a fuoco e ora vaghiamo tra gli altri pub della zona incapaci di trovare un posto che piaccia a tutti quanti allo stesso modo… Shit happens.

Ora che conisco un po’ di inglesi da tempo sufficiente posso fare un elenco di tutti i luogho comuni assolutamente veri riguardo questo popolo:

Parlano sempre del tempo atmosferico, è vero, lo fanno. Il clima cambia continuamente durante una giornata e offre continui spunti di conversazione. Del resto è anche assolutamente vero che sono persone molto private e quindi difficilmente parlano di cose più personali anche coi migliori amici.

Bevono quantità imbarazzanti di birra appena raggiungono l’età per farlo. Lo stress indotto dal vivere a Londra è un’ottima scusa per chiudersi in un pub a bere e spegnere il cervello a qualunque ora del giorno. A parte la birra ogni altro tipo di alcolico fa schifo e sono incredibilmente ignoranti per quel che riguarda il vino, che comunque ha prezzi inconcepibili.

Sono esageratamente campanilisti e non si può assolutamente parlare male o anche solo fare una piccola critica a qualcosa che sia inglese. Loro mangiano bene, guidano dal lato corretto della strada e hanno sempre ragione. Punto. Viva la regina.

Essendo inglesi non hanno nessuna ragione al mondo per imparare una qualunque altra lingua. E se non capisci quando parlano è un problema tuo, non ripeteranno mai la frase in maniera più comprensibile, del resto non è colpa loro se sembra che abbiano una patata in bocca.

Appena vedono un timido raggio di sole fare capolino tra le nuvole si appostano di corsa sotto la sua luce, godendosi avidamente quel tiepido calore finché possono e mettendosi in maglietta (non importa se ci sono comunque due gradi).

Sono davvero infinitamente “polite”, le buone maniere sono essenziali. Questa regola non vale solo se devi assalire la metropolitana durante le ore di punta. Ho visto due persone anziane prendersi a calci brutalmente perché uno dei due, cercando di salire sul treno, ha spinto l’altro. Belle cose.

Non è il mio caso, ma se vuoi trovare un uomo qui devi rassegnarti a trovare sexy la pancia da birra e la precoce perdita di capelli, ma hanno tutti meravigliosi occhi blu. Se cerchi una donna devi rassegnarti al pessimo gusto nel vestire e a culi che fanno provincia. Del resto sono convinti che mangiare uova e salsicce tutti i giorni sia sano.

Non attraversare mai fuori dalle strisce. Ti fanno fuori. Sui passaggi pedonali si fermano e sono gentili, ma fuori da quell’area sicura ti falciano come fossi un piccione moribondo. Sul serio, non fatelo.

I colleghi sono colleghi e la gente del pub è la gente del pub, non illuderti che da queste relazioni possa nascere un’amicizia più profonda perché è davvero molto raro che ciò avvenga. Entri in un pub e puoi chiacchierare con chiunque senza problemi, ma per smussare il loro carattere nordico e costruire rapporti più intimi ci vogliono il Piccolo principe con la Volpe.

Arriviamo ora invece al mito da sfatare: all’estero non si mangia male! Ovvio che se cerchi il ristorante italiano uguale a casa ti fa schifo tutto, ma i supermercati vendono tutto quello che vuoi e nulla ti impedisce di cucinare quello che ti pare! Inoltre qui ci sono tutti i locali etnici che vuoi e sono buonissimi, si tratta solo di uscire dalla mentalità pasta al sugo e pizza napoletana tutti i giorni e provare cose nuove con mente aperta. Anche il cibo inglese, per quanto grassissimo, non fa schifo. A me non piace l’agnello, ma per chi lo gradisce lo fanno in tutti i modi. Per lo più mangiano uova, salsiccia, cipolla, fagioli, pomodori, tutte cose che non possono essere troppo disgustose! Poi oh, se vuoi le lasagne al forno con ragù e besciamella o i tortelloni burro e salvia o una carbonara seria te li fai te. Qui pensano che il pollo sulla pasta o sulla pizza ci stia bene, non puoi rimediare a tutta l’ignoranza del mondo, ma puoi aprire la mente tu e ingegnarti da solo.

E con questa perla vi saluto e a presto col prossimo capitolo!

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Gioco coi significati del mondo per passione... e magari anche per professione!
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Una risposta a London life 2: the pubs and the people

  1. newwhitebear ha detto:

    Ormai sei inglese. Ti sei nadattata perfettamente alla nuova società e hai fatto bene. Esattamente come ho fatto io quando per lavoro ho cambiato città e nazione.
    Alla prossima

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