London Life: Return

Funding_LondonSono tornata in Italia esattamente due mesi fa. Sono stata via 8 mesi. Non è tanto ma nemmeno poco. Quanto basta per notare quante cose cambiano e quante restano uguali in meno di un anno. Tristemente, ciò che non è cambiato è la situazione lavorativa italiana. I veri sconvolgimenti sono avvenuti nella quotidianeità dei miei amici.

Chi non ha lavoro e se ne sta tappato in casa perché non ha soldi, chi si è laureato e sta andando a cercare fortuna altrove, chi ha trovato lavoro e passa le sue giornate in ufficio. Esattamente ciò che è successo a me: prima me ne sono andata e ora sono tornata per mettere su famiglia. Beh, diciamo per mettere su casa, non me la sento di fare figli, ma probabilmente entro breve adotterò un esercito di gattini e il mio fidanzato dovrà convivere con l’allergia per il resto dei suoi giorni se vuole stare con me. In ogni caso la mia impressione è che la grande svolta che tutti devono affrontare dopo l’età dell’università quando inizia la vera età adulta riguardi la gestione del tempo.

Prima le ore della giornata sembravano dilatate e le energie erano sufficienti per andare a lezione, studiare, divertirsi, magari avere un lavoretto, coltivare un hobby. Ora se si ha un lavoro la sera si sta in casa a riposare, magari ci si iscrive in palestra o a yoga giusto per non atrofizzarsi. Magari si esce a bere il venerdì, ma essendo il fisico ormai invecchiato poi si passa il resto del week-end a smaltire l’hangover, non come una volta che il giorno dopo saltavamo i fossi per la lunga 😉 . Se non si ha un lavoro si spendono tutte le forze nella ricerca di quest’ultimo o per arrabbattarsi per mettere insieme due soldi. Io passo le mie mattinate a inviare curriculum e dopo mi sento talmente distrutta che pasteggerei con birra e tequila, ma mi trattengo, anche perché costano troppo 😉

Prima se avevo commissioni da fare o un po’ di tempo libero chiamavo un’amica e stavo sempre in compagnia. Ora nessuno ha mai tempo. Il tempo è davvero ciò che di più prezioso ci è rimasto. Iniziamo anche a selezionare molto di più con chi condividerlo. Se ho due ore alla settimana per vedere un amico ovviamente devo iniziare a eliminare le persone che sono meno vicine. Le balotte si restringono.

crowded-london-tube-stationQuando ero a Londra la gestione del tempo era completamente diversa. Una città così grande e alienante fa sì che l’ottimizzazione del tempo riguardi principalmente l’uso dei trasporti per raggiungere un luogo piuttosto che un altro. Un’ora per arrivare al lavoro e quindi la metro diventa la tua sala di lettura (romanzi, giornali, roba da studiare, presentazioni di lavoro, con un tablet si rivoluziona tutto per i pendolari) o il tuo luogo di toeletta mattutina perché quando sei in coma nel primo treno del giorno finisci di vestirti, pettinarti, truccarti, fare colazione dentro il vagone. La prima volta mi è sembrato strano vedere la gente fare così, la seconda settimana ho cominciato a farlo pure io.

Poi lavori le tue otto o dieci ore e non ne vuoi mezza di tornare a casa ammassandoti per un’ora e mezza nella metro all’ora di punta. E quindi vai al pub. Al pub conosci sempre un sacco di gente, chiacchieri con tutti. Se sei fortunato una di queste persone è un amico vero, gli altri sono quelli del pub e basta. Alle 11 il pub chiude e in ogni caso non puoi permetterti di perdere l’ultimo treno quindi vai a letto abbastanza presto e il giorno dopo ricominci. Esattamente il contrario di quello che facciamo in Italia, che dopo il lavoro vogliamo passare da casa a rilassarci e al massimo vedere solo qualche amico stretto e comunque sempre sul tardi, non esiste che alle sei stai al pub e alle 11 sei sulla via di casa… A me la vita a Londra piaceva. Qui sono stata invitata a un compleanno tempo fa e la festa cominciava alle 11, io ero in pigiama pronta per andare a letto e invece ho dovuto prepararmi e uscire… Ma non importa perché poi in fondo io amo tantissimo anche l’Italia e la mia città, devo solo riadattarmi perché la vita che ho qui ora non è più quella che avevo qui prima. Sono cambiata io, è cambiata la vita delle persone che amo e si va avanti.

Ora vado a dipingere mensole, abbiamo deciso di dare tocchi di colore al salotto. Voglio finire di colorarle così possiamo finalmente esporre tutti i libri e fumetti. Eh sì, le priorità mutano davvero tanto col passare del tempo… 🙂

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Informazioni su vanessamedea

Gioco coi significati del mondo per passione... e magari anche per professione!
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5 risposte a London Life: Return

  1. newwhitebear ha detto:

    La gatta figlia ‘gattini’ 🙂
    Metti su casa? Bella notizia. Perdi tempo col blog? Le mensole non si dipingono da sole. Al lavor! E poi dici di non averlo 😀
    La vita all’università è bella. Quella dopo pure. Cambiano solo le prospettive. Per i fancazzisti non c’è posto, ammesso che abbiano un posto.
    Non credevo che i londinesi uscissero nudi per andare al lavoro. Notizia strepitosa.
    Adesso basta con le cavolate.
    Divento serio.
    Dolce notte e a sentirci presto.

  2. Ilona Sābera ha detto:

    Ciao Vanessa! Bello il tuo blog! Sono d’accordo con te sulla gestione del tempo… dopo una lunga giornata al lavoro si’ che non ne hai voglia (ma neanche il “mood”) di fare o pensare a qualcos’altro. Per quello preferisco lavorare da casa/fare la “freelancer” e gestire il mio tempo. In bocca al lupo per la tua nuova vita in Italia! Ma cosa facevi a Londra? Non avevi l’intenzione di rimanere? Anch’io ho un pensiero sull’Inghilterra… voglio lavorare in una citta’ dinamica e cosmopolita 🙂

    • vanessamedea ha detto:

      Ciao Ilona!!! Grazie!
      Io a Londra facevo la cameriera ma adoravo stare lì, mi sarebbe piaciuto restare ma per motivi di famiglia sono tornata a Bologna! Credo proprio che anche tu ameresti Londra quanto l’ho amata io, ti conviene provare ad andarci, almeno poi ti rimane un’esperienza che vale la pena vivere!
      Crepi il lupo e in bocca al lupo a te per la tua attività di freelancer e tutto il resto!
      Un abbraccio!

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